Sei come sei, di Melania Mazzucco

feb
2014
24

scritto da on Recensioni

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La lettura del libro La lunga notte dell’angelo mi ha messo molta curiosità sulla sua autrice, per cui mi sono subito messo a leggere altre sue cose: una favoletta breve (Il bassotto e la regina) e questo romanzo. Non posso non cominciare dicendo che ho trovato irresistibile la sua copertina. E questo  non è poco per un libro: quel che vedi prendendolo in mano, se ti piace, ti mette subito in un’attitudine mentale molto accogliente.

La vicenda narra la storia di una ragazzina adolescente che scappa da Milano, dove vive con gli zii, per andare alla ricerca del padre, dopo un episodio terribilmente scioccante che le accade in metropolitana. La particolarità della storia di questa ragazza sta non solo nell’episodio traumatico che apre il libro ma anche nella situazione di avere un padre, quello che sta andando a cercare, e di essere contemporaneamente orfana di padre. Era infatti stata adottata da una coppia gay, ed uno dei due genitori  era morto in un incidente di moto. Questo aveva avuto un doppio effetto devastante sulla ragazza, perché di fatto aveva perso entrambi i genitori, in quanto il tribunale l’aveva affidata agli zii di Milano: il padre morto era per legge il legittimo genitore, e l’altro, nonostante la palese volontà della ragazza di stare con lui, non era stato giudicato adeguato al compito.  Come mia abitudine non vado oltre nella trama, chi vuole si legge il libro e scopre il resto. Quel che voglio dire è invece che la lettura di questo libro mi ha fatto pensare ad altre due scrittrici giovani, di cui ho letto qualcosa in tempi recenti: Chiara Gamberale e Margaret Mazzantini. Mi sembra che, pur nelle loro innegabili peculiarità, tutte e tre abbiano delle caratteristiche in comune. In particolare, il gusto di raccontare spesso storie abbastanza straordinarie per la cosiddetta morale corrente di fino a qualche tempo fa, ma che, forse, oggi sono diventate più accettate, accettabili, frequenti. Ecco allora la figlia di due padri, o il chirurgo della Mazzantini (Non ti muovere), che si ritrova a vivere due storie parallele che ci sembrano essere possibili solo per persone completamente diverse, o anche la vicenda, raccontata dalla Gamberale, della ragazza, figlia di fatto di tutto un condominio (Le luci nelle case degli altri). Tornando a questo romanzo, sono rimasto stupito dalla capacità di MM di cambiare completamente stile, sia rispetto al ponderoso libro sul Tintoretto, sia rispetto alla leggerezza della favola (che è forse la cosa tra le sue che mi ha convinto di meno). La sensazione prevalente è di aver letto un bel libro, anche se naturalmente non è difficile fare delle ironie sia sulla vicenda sia sullo stile di scrittura (segnalo a questo proposito la piuttosto velenosa recensione che appare qui: http://www.tempi.it/sei-come-sei-il-romanzo-dove-i-gay-maschi-aspettano-la-sveglia-biologica-per-affittare-un-utero#.UvpWE51d7mg).  Se mi sento di fare una critica, forse  MM scrive un po’ affrettatamente. E’ la prima volta che noto in un libro una palese e visibile contraddizione: a un certo punto ci si imbatte in lunga disquisizione sul fatto che uno dei due padri non prende mai l’aereo per insuperabili paure, e che questo è uno dei motivi per cui non sono andati in USA a cercare una madre biologica. La cosa quindi li obbliga  a lunghi, estenuanti viaggi avventurosi in auto attraverso tutta l’Europa. Dopo un po’ i due, senza l’aggiunta di un singolo commento (a meno che non mi sia perso qualcosa…), si imbarcano su un aereo… Dettagli, ovviamente.

In conclusione, un libro che si può leggere, una scrittura scorrevole, una vicenda che può interessare, anche se siamo lontani dalla potenza espressiva e dalla forza di un romanzo come La lunga attesa dell’angelo.

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