Il Play è stato assassinato, di Andrea Bertozzi

mar
2015
13

scritto da on Recensioni

2 commenti

 

Play

Questo libro mi viene proposto come offerta del giorno da Amazon, ed è ovvio che non ho scelta. Un giallo-noir, per di più ambientato nel mondo dello sport che, per certi versi, amo di più, almeno dal punto  di vista estetico (il derby Cantù Milano mi porta a livelli di ansia simili a Genoa Sampdoria). Dunque non ho nessun dubbio a buttarmi nella lettura. Oltre a tutto  amo la giallistica italiana, per un motivo banale. Almeno in questi gialli riesco a evitare grottesche confusioni tra i personaggi, cosa impossibile quando, ad esempio, devi distinguere tra Magnusson, Larsson, Landqwist e amenità simili. Dunque sono ben predisposto alla lettura. E in effetti la scrittura scorre veloce e la vicenda si dipana senza troppi intoppi, anche se devo ammettere che il diario scritto al presente di una persona che è morta tutto sommato non mi convince granché. L’autore indulge anche a certe cose alla moda, soprattutto in storie di questo tipo. Ad esempio, la compiaciuta competenza enologica (questa dalla biografia credo effettiva e non millantata). La storia, di cui come al solito non parlo, tutto sommato scivola via, anche se non avvince.  Ma non sono questi i problemi. Il primo problema, un editing troppo poco accurato. Un esempio? Possibile che l’unica citazione in Inglese contenga un errore banale? Qua e là poi ci sono sgrammaticature e in ogni caso si vede che né l’autore né alcuno in casa editrice si sono dati la briga di rileggere accuratamente, cosicché qua e là si ha l’impressione di un copia incolla mal riuscito, all’interno di una frase. Quello che però mi ha definitivamente alienato ogni simpatia nei riguardi del libro e dell’autore è che, almeno l’edizione Kindle, contiene un ingiustificato, demagogico, insulso pistolotto social-politico di cui non si sentiva davvero nessun bisogno. Sono davvero stufo di queste analisi superficiali, di queste sterili prese di posizione intellettualoidi in cui si riesce a dimostrare che tutto va a rotoli, che qualcuno è il Male (indovinate un po’ che…), senza nemmeno un accenno di una proposta… e questo alla fine di un libro? Forse per contratto l’autore aveva bisogno di raggiungere un certo numero di bytes?

2 comments on “Il Play è stato assassinato, di Andrea Bertozzi

  1. Viviana on said:

    Da evitare direi… Sembrerebbe quasi un libro auto prodotto da quel che ne scrivi, se così non è la casa editrice ne esce proprio maluccio.

  2. polimena on said:

    Peccato per l’autore, un’occasione sprecata di farsi conoscere al pubblico attraverso Amazon. Visto che l’editing è ormai una cosa per pochi eletti, ogni autore si dovrebbe impegnare a far rileggere il proprio testo con attenzione ad almeno un paio di persone. Rileggendo, molti errori spiacevoli si eviterebbero!

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